Lo spagnolo si prende il trono del tennis mondiale e diventa il simbolo di uno sport sempre più avvincente
Il primo Australian Open vinto in carriera consacra Carlos Alcaraz come leader assoluto del tennis mondiale. Lo spagnolo diventa il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam in singolare maschile e rafforza la sua posizione al vertice del ranking, staccando nettamente la concorrenza, a partire da Jannik Sinner, campione uscente delle due edizioni precedenti e fermato quest’anno in semifinale da Novak Djokovic.
Il successo di Alcaraz è anche il simbolo di un tennis che sta prendendo sempre più piede perché sempre più avvincente. Uno sport che vive di un racconto continuo, fatto di sfide ricorrenti tra gli stessi protagonisti, dove le cosiddette vecchie glorie, che poi così vecchie non sono, restano sulla scena, mentre nuove stelle si affermano con forza. È un film che si rinnova a ogni partita, ma con volti familiari e rivalità riconoscibili.
Alcaraz incarna alla perfezione questa fase: faccia da bravo ragazzo, talento puro e immagine limpida di uno sport che, pur offrendo montepremi importanti, non sembra mai cedere ai meri interessi del vil denaro come accade altrove. A tenere banco è sempre l’agonismo. Quello sano, che non va mai oltre il perimetro del campo, a prescindere dalla superficie, e che davanti a quella rete che divide, a fine gara unisce quasi sempre in un abbraccio, senza polemiche sterili, nel rispetto della legge del più forte o, a volte, del più fortunato.




