LEONARDO DICAPRIO SI TRASFORMA NEL PRINCIPE AZZURRO DELLA RANA PEHUENCHE: L’ATTORE LANCIA L’ALLARME SUI SOCIAL PER SALVARE IL RARISSIMO ANFIBIO DELLE ANDE E IL SERVIZIO DI VALUTAZIONE AMBIENTALE CILENO SOSPENDE LA SEDUTA CHE DOVEVA ESAMINARE IL PROGETTO “LOS CÓNDORES-RÍO DIAMANTE” – L’OPERA PREVEDE UNA LINEA ELETTRICA AD ALTA TENSIONE TRA CILE E ARGENTINA, MA ATTRAVERSEREBBE L’HABITAT DELLA RANA DAL PETTO SPINOSO, DI CUI RESTEREBBERO MENO DI MILLE ESEMPLARI IN NATURA – NELL’ERA DELLA TRANSIZIONE VERDE ANCHE L’ENERGIA DEVE FARE I CONTI CON CHI SALTA…
Altro che Titanic. Stavolta Leonardo DiCaprio prova a evitare il naufragio di una rana. E per il momento sembra esserci riuscito: in Cile è stata sospesa la seduta chiamata a pronunciarsi sul progetto elettrico Los Cóndores-Río Diamante, dopo che il divo di Hollywood ha acceso i riflettori sulla sorte della rana pehuenche, raro anfibio delle Ande.
Il progetto non è esattamente una prolunga da giardino: prevede la realizzazione di una linea di trasmissione ad alta tensione destinata a collegare Cile e Argentina, attraversando però un territorio che ospita la rana dal petto spinoso, specie che vive proprio lungo la frontiera andina tra i due Paesi.
A mettere il ranocchio sotto i riflettori mondiali ci ha pensato DiCaprio. L’attore, da anni impegnato nelle battaglie ambientaliste, ha lanciato sui social un appello per fermare il progetto e proteggere l’habitat dell’anfibio. Secondo quanto rilanciato dalla star, in natura ne resterebbero meno di mille esemplari.
Ed ecco il cortocircuito perfetto dei nostri tempi: da una parte un’infrastruttura energetica internazionale, dall’altra una minuscola rana delle Ande; in mezzo, i social network e uno degli attori più famosi del pianeta. Risultato: il Servizio di valutazione ambientale cileno ha sospeso la seduta prevista per l’esame dell’opera.
Naturalmente la sospensione non significa che DiCaprio abbia personalmente staccato la corrente al progetto con un post su Instagram. Ma la coincidenza temporale racconta bene quanto sia cambiata la partita: una controversia ambientale locale può trasformarsi in poche ore in un caso internazionale se a impugnare il megafono è una celebrità con decine di milioni di follower.
E così la rana pehuenche, che probabilmente fino a ieri era sconosciuta al 99,9% dell’umanità, si ritrova improvvisamente protagonista di una battaglia tra tutela della biodiversità, infrastrutture energetiche e opinione pubblica globale.
Del resto, è uno dei paradossi della transizione energetica: per produrre, trasportare e scambiare più energia servono dighe, elettrodotti, impianti e chilometri di cavi. Tutte opere indispensabili alla decarbonizzazione, almeno finché non incontrano una foresta, un paesaggio protetto o, come in questo caso, un anfibio sull’orlo dell’estinzione.
Ora toccherà alle autorità cilene stabilire se e come il progetto possa andare avanti senza compromettere l’habitat della specie. Nel frattempo, la rana ha ottenuto quello che milioni di ambientalisti sognano: Leonardo DiCaprio come ufficio stampa.




