Il ministro Crosetto risponde alle polemiche: “L’Italia resta un Paese con Forze Armate professionali”
Nessun ritorno alla leva obbligatoria
Il dibattito sulla “nuova leva” si accende, ma Guido Crosetto mette un punto fermo:
nessun ritorno alla leva obbligatoria.
La polemica nasce da una domanda ricevuta a Parigi, nel giorno in cui Emmanuel Macron annunciava il nuovo servizio militare volontario francese. Alcune ricostruzioni mediatiche hanno suggerito un ripristino della coscrizione: il ministro smentisce e chiarisce la posizione.
In una dichiarazione, Crosetto ricostruisce quanto effettivamente spiegato: la “leva volontaria” francese è simile al modello tedesco e, nell’ambito di una riforma più ampia e organica della Difesa, proporrà al Parlamento di rivedere la legge 244/2012 per introdurre una riserva completamente volontaria, individuata attraverso una leva anch’essa volontaria.
Il ministro aggiunge che da tre anni ribadisce pubblicamente che l’Italia deve mantenere Forze Armate pienamente professionali:
la leva obbligatoria, sottolinea, «non rientra e non può rientrare nei modelli futuri della Difesa».
Una riserva volontaria, non un arruolamento obbligatorio
La proposta riguarda la creazione di una riserva dello Stato su base volontaria, formata tramite una selezione volontaria e non obbligatoria.
L’obiettivo è ampliare la capacità dello Stato di rispondere a emergenze e calamità, senza alterare la natura professionale delle Forze Armate italiane.
Il contesto europeo: Francia e Germania aprono la strada
Francia (dal 2026)
- Servizio militare volontario di 10 mesi
- 3.000 giovani nel primo anno
- Fino a 10.000 entro il 2030
Germania
- Nessun ritorno alla coscrizione
- Nuovo modello volontario con selezione a 18 anni
- Bundeswehr verso 260.000 militari entro il 2035
- Riserva ampliata fino a 200.000 unità




