Alcune delle più grandi navi portacontainer al mondo stanno tornando a transitare dal Canale di Suez. Un segnale che indica un possibile, seppur limitato, allentamento delle tensioni che dalla fine del 2023 hanno profondamente alterato i flussi del commercio marittimo globale nel Mar Rosso.
Secondo i dati di tracciamento di MarineTraffic, negli ultimi giorni di dicembre diverse unità che per mesi avevano evitato la rotta di Suez hanno completato con successo il transito attraverso il canale.
I transiti delle grandi portacontainer
Il 23 dicembre, come rilevato da MarineTraffic, la CMA CGM Jacques Saadé – portacontainer da 400 metri alimentata a GNL – è diventata la più grande nave a transitare il Canale di Suez nel corso della settimana, navigando dal Marocco verso l’Asia.
Nello stesso periodo, anche la CMA CGM Adonis ha attraversato il canale, in rotta da Singapore verso il Libano. Un movimento che rafforza l’impressione di un ritorno graduale e selettivo da parte di alcuni grandi operatori globali.
Il segnale Maersk dal Mar Rosso
Un passaggio particolarmente significativo è avvenuto tra il 18 e il 19 dicembre, quando la Maersk Sebarok ha attraversato lo Stretto di Bab el-Mandeb e il Mar Rosso.
Sempre secondo MarineTraffic, si tratta della prima portacontainer del gruppo Maersk a tornare su questa rotta dopo quasi due anni. La nave, battente bandiera di Singapore, è attualmente in navigazione verso New York, con arrivo previsto per l’11 gennaio, dopo la partenza da Salalah, in Oman.
La gestione del rischio
Il ritorno di queste unità non equivale a una normalizzazione del traffico marittimo. Il Canale di Suez resta uno dei choke point più vulnerabili del sistema commerciale globale, direttamente esposto alla crisi di sicurezza nel Mar Rosso.
La minaccia rappresentata dagli Houthi yemeniti al traffico mercantile non è stata eliminata. Droni, missili e attacchi asimmetrici continuano a costituire un fattore di rischio strutturale per la navigazione civile.
Deterrenza europea e Operazione Aspides
In questo contesto assume rilievo Operazione Aspides, la missione navale dell’Unione Europea dispiegata nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden per la protezione della navigazione commerciale.
Pur priva di mandato offensivo, Aspides contribuisce a rafforzare la deterrenza attraverso presenza navale, sorveglianza e accompagnamento delle unità mercantili, riducendo il livello di rischio percepito lungo una delle principali arterie del commercio globale.
Suez tra necessità economica e vulnerabilità geopolitica
Dopo mesi di deviazioni forzate attorno al Capo di Buona Speranza, con un aumento significativo dei tempi di navigazione e dei costi logistici, il Canale di Suez torna a essere una rotta difficile da sostituire nel lungo periodo.
Il risultato è un equilibrio fragile: Suez viene nuovamente utilizzato come rischio gestito, sotto l’ombrello della deterrenza militare internazionale, più che come corridoio pienamente sicuro.
Conclusione – Un segnale positivo ma reversibile
Il ritorno di alcune delle più grandi portacontainer al mondo rappresenta una buona notizia per uno dei choke point critici del commercio globale.
Ma finché la minaccia Houthi resterà irrisolta e la sicurezza del Mar Rosso dipenderà dalla deterrenza navale internazionale, ogni miglioramento resterà parziale e reversibile.
Suez torna percorribile, non stabile.




