Canada, Unione Europea e blocco commerciale indo-pacifico di 12 Paesi (CPTPP) esplorano la creazione di uno dei più grandi spazi economici globali. Obiettivo: difendere commercio e supply chain dalla nuova stagione di guerre tariffarie.
Una nuova architettura commerciale globale sta prendendo forma lontano dai riflettori. L’Unione Europea e il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP) — il grande blocco commerciale indo-pacifico composto da 12 Paesi — hanno avviato colloqui preliminari per rafforzare la cooperazione economica e creare una delle più vaste alleanze commerciali del pianeta.
A guidare l’iniziativa è il primo ministro canadese Mark Carney, che ha invitato le cosiddette middle powers a coordinarsi per contrastare la crescente coercizione commerciale e l’instabilità generata dalle politiche tariffarie statunitensi.
Un blocco da 1,5 miliardi di persone
Secondo fonti diplomatiche citate da POLITICO, Ottawa sta lavorando per costruire un ponte economico tra Unione Europea e CPTPP, un progetto che potrebbe unire quasi 40 Paesi distribuiti tra Europa, Asia-Pacifico e Americhe.
L’eventuale accordo coinvolgerebbe economie chiave come:
- Canada
- Giappone
- Australia
- Singapore
- Vietnam
- Malesia
- Messico
- Regno Unito
- Nuova Zelanda
L’obiettivo principale è integrare maggiormente le catene di approvvigionamento globali, riducendo la dipendenza da singoli mercati e aumentando la resilienza industriale.
Il nodo tecnico: le “rules of origin”
Al centro dei negoziati vi è il tema delle regole di origine, cioè i criteri che determinano la nazionalità economica di un prodotto.
Un accordo permetterebbe la cosiddetta cumulation, ovvero:
- utilizzo di componenti prodotti in diversi Paesi dei due blocchi;
- riduzione delle barriere tariffarie;
- maggiore fluidità commerciale tra industrie geograficamente distanti.
In pratica, un’azienda europea potrebbe integrare più facilmente componenti provenienti dall’Indo-Pacifico — e viceversa — senza perdere i benefici tariffari.
Il ruolo strategico del Canada
Il Canada sta agendo come facilitatore diplomatico dell’iniziativa. Dopo il Forum di Davos, Carney ha inviato il suo rappresentante personale presso l’UE, John Hannaford, a Singapore per consultazioni con i partner asiatici.
Secondo funzionari governativi canadesi, i colloqui stanno procedendo con risultati definiti “molto fruttuosi”, anche se restano in fase preliminare.
L’iniziativa nasce in un contesto politico preciso: pochi giorni prima, Donald Trump aveva minacciato nuovi dazi contro alleati europei nel contesto della disputa sulla Groenlandia, accelerando la ricerca di alternative commerciali tra le potenze intermedie.
Supply chain e diversificazione commerciale
Per Bruxelles, l’obiettivo immediato non è ancora un mega-accordo formale, ma risultati concreti sul rafforzamento delle catene produttive.
Funzionari europei sottolineano che le priorità includono:
- diversificazione dei partner commerciali;
- riduzione delle vulnerabilità strategiche;
- maggiore autonomia economica rispetto alle tensioni geopolitiche.
Molti Paesi UE possiedono già accordi di libero scambio con membri del CPTPP — tra cui Giappone, Canada e Nuova Zelanda — rendendo tecnicamente più semplice un’integrazione progressiva.
Il sostegno delle imprese europee
Il mondo industriale europeo sta spingendo apertamente per l’intesa.
La German Chamber of Commerce and Industry (DIHK) e le British Chambers of Commerce sostengono il progetto, ritenendo che regole di origine armonizzate possano:
- semplificare le esportazioni;
- ridurre costi burocratici;
- rafforzare la competitività delle imprese europee.
Secondo analisti commerciali, il successo dell’iniziativa potrebbe incentivare altri Paesi ad aderire, ampliando ulteriormente l’area economica.
Una risposta alla frammentazione del commercio globale
L’idea di un asse UE–CPTPP nasce dalla crescente frammentazione del commercio internazionale dopo il ritorno delle politiche protezionistiche e delle guerre tariffarie.
Dopo i cosiddetti “Liberation Day tariffs” annunciati da Trump, molte economie intermedie stanno cercando di costruire reti commerciali alternative capaci di ridurre la dipendenza dai grandi poli di potere.
In questo scenario, le middle powers puntano a preservare un sistema multilaterale basato su regole condivise.
SO WHAT – Perché questa alleanza può cambiare gli equilibri
L’iniziativa guidata dal Canada segnala una trasformazione strutturale dell’economia internazionale.
✅ Nasce un possibile blocco economico transcontinentale da scala globale
✅ UE e Indo-Pacifico rafforzano la resilienza delle supply chain
✅ Le potenze medie emergono come architetti del nuovo commercio globale
❌ Rischio di ulteriore polarizzazione economica internazionale
❌ Accelerazione della competizione commerciale tra blocchi geopolitici
Se concretizzata, l’alleanza UE-CPTPP rappresenterebbe uno dei primi tentativi sistemici di costruire un ordine commerciale post-globalizzazione, meno centrato sulle superpotenze e più basato su coalizioni di Stati economicamente interdipendenti.




