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Home Dal Mondo Americhe

Scontro USA-Europa sul piano americano per la ricostruzione in Ucraina

Scontro USA-Europa sul piano americano per la ricostruzione in Ucraina
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Tempo di lettura: 3 min

In breve

Il Wall Street Journal rivela: appendici riservate del piano di pace prevedono l’uso degli asset russi congelati e il graduale reinserimento di Mosca nei mercati globali Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, la nuova amministrazione statunitense ha consegnato ai partner europei una…

Il Wall Street Journal rivela: appendici riservate del piano di pace prevedono l’uso degli asset russi congelati e il graduale reinserimento di Mosca nei mercati globali

Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, la nuova amministrazione statunitense ha consegnato ai partner europei una serie di documenti riservati che delineano una visione radicale per la fase post-bellica in Ucraina e per il futuro rapporto economico con la Russia.
Queste proposte hanno immediatamente provocato uno scontro diplomatico con l’Europa, che vede nel piano americano un cambio di paradigma con ricadute profonde sugli equilibri strategici del continente.

Un piano che ruota attorno ai 200 miliardi di asset russi congelati

Le appendici – non pubbliche – prevedono che circa 200 miliardi di dollari di beni russi congelati in Europa vengano utilizzati da aziende statunitensi per finanziare:

  • la ricostruzione dell’Ucraina,
  • grandi infrastrutture tecnologiche, come un nuovo data center alimentato dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle truppe russe,
  • investimenti diretti in settori chiave dell’economia russa (terre rare, energia, progetti artici).

L’idea statunitense è di combinare ricostruzione, business e reintegrazione economica della Russia sotto nuovi accordi controllati.

Alcuni funzionari europei, citati dal WSJ, hanno definito il documento “simile a una nuova Yalta”: un piano che ridisegna l’ordine economico post-bellico secondo una logica di spartizione delle opportunità.

La frattura con l’Europa

L’opposizione europea è netta.
Le capitali del continente ritengono che:

1. Gli asset russi vadano usati per sostenere l’Ucraina in guerra

Bruxelles vuole destinare quei fondi a prestiti immediati per aiutare Kiev a pagare stipendi, servizi essenziali e forniture militari.

2. Riattivare l’energia russa sarebbe un ritorno al passato

Il piano americano ipotizza un graduale ripristino dei flussi energetici russi verso l’Europa – proprio mentre l’UE ha approvato norme per eliminarli entro due anni.
Per molti governi europei, sarebbe un modo per ridare ossigeno all’economia russa senza vere garanzie politiche.

Una valutazione di intelligence, citata dal WSJ, sostiene che la Russia è in recessione tecnica da sei mesi e che il suo sistema bancario mostra vulnerabilità crescenti.
Per l’Europa, consentirle una ripresa economica anticipata significa indebolire la leva negoziale dell’Occidente.

Una visione americana basata sul coinvolgimento della finanza privata

I negoziatori statunitensi ritengono che, grazie alla gestione di Wall Street, i 200 miliardi possano diventare fino a 800 miliardi di investimenti.
L’obiettivo sarebbe creare interdipendenza economica tra Ucraina, Russia e occidentali, riducendo gli incentivi al conflitto.

In questo quadro:

  • Steve Witkoff (inviato USA) e Jared Kushner hanno consultato i principali fondi d’investimento americani;
  • Zelensky ha discusso con Larry Fink (BlackRock) su possibili modelli di ricostruzione;
  • vengono immaginate nuove opportunità economiche per i veterani ucraini, da integrare in futuri poli tecnologici.

Diplomazia ad alta velocità

La tempistica è serrata:

  • contatti continui tra Witkoff e i leader europei,
  • riunioni a Parigi nel weekend,
  • nuovo incontro a Berlino lunedì,

mentre Trump afferma di valutare la possibilità di recarsi personalmente in Europa.

Mosca nella trattativa

Secondo il WSJ, Witkoff e Kushner hanno trascorso ore con Vladimir Putin la scorsa settimana.
Il messaggio americano è stato chiaro:
la Russia dovrà dimostrare concretamente di voler negoziare la fine della guerra per accedere a investimenti e alleggerimento delle sanzioni.

Un bivio per l’Occidente

Il confronto non riguarda più solo i confini della pace in Ucraina, ma la visione futura dell’Europa, del suo modello energetico e del suo rapporto con Mosca.

La domanda di fondo è:
chi guiderà la ricostruzione e il nuovo ordine economico dell’Europa orientale: gli Stati Uniti o l’Unione Europea?

Fonte WSJ

Immagine Gleb Garanich/Reuters

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