• Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Americhe
    • Indo-Pacifico
    • Medio-Oriente
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Cultura
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Contatti
sabato, Settembre 12, 2026
  • Login
Horimas
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
No Result
View All Result
Horimas
No Result
View All Result
Home Dal Mondo Africa

CORTEGGIATISSIMA AFRICA – LE GRANDI POTENZE SI CONTENDONO IL CONTINENTE DEL FUTURO MA A DETTARE LE CONDIZIONI SONO SEMPRE PIU’ SPESSO I GOVERNI AFRICANI!

CORTEGGIATISSIMA AFRICA – LE GRANDI POTENZE SI CONTENDONO IL CONTINENTE DEL FUTURO MA A DETTARE LE CONDIZIONI SONO SEMPRE PIU’ SPESSO I GOVERNI AFRICANI!
Share on FacebookShare on Twitter
Tempo di lettura: 3 min

In breve

Per decenni l'Occidente ha raccontato l'Africa come il continente delle guerre, delle carestie, dei colpi di Stato e dei barconi. Un'enorme terra da compatire, salvare, assistere. Ma mentre Europa e Stati Uniti continuavano a guardarla con gli occhi del passato, il resto…

Per decenni l’Occidente ha raccontato l’Africa come il continente delle guerre, delle carestie, dei colpi di Stato e dei barconi. Un’enorme terra da compatire, salvare, assistere. Ma mentre Europa e Stati Uniti continuavano a guardarla con gli occhi del passato, il resto del mondo ha capito che lì si gioca una delle partite decisive del XXI secolo.

L’Africa non è più soltanto un problema geopolitico: è il premio.

Con oltre il 30% delle riserve mondiali di minerali critici, la maggior parte del cobalto necessario alle batterie, immense risorse energetiche, terre coltivabili e la popolazione più giovane del pianeta, il continente è diventato l’oggetto del desiderio di tutte le grandi potenze.

La vecchia narrazione paternalistica rischia ormai di trasformarsi in una forma di razzismo sofisticato: quella che considera gli africani incapaci di decidere il proprio destino. Come se fossero eternamente vittime della storia e mai protagonisti.

La realtà è molto meno rassicurante per chi continua a ragionare con gli schemi del Novecento.

Oggi Washington, Pechino, Mosca, Ankara, Nuova Delhi, le monarchie del Golfo e perfino l’Europa competono apertamente per conquistare influenza nel continente. Ma non trovano governi passivi.

Sono proprio molti leader africani a mettere in concorrenza i pretendenti.

La Cina costruisce ferrovie, porti, aeroporti e reti digitali. La Russia offre armi e sicurezza. La Turchia investe nell’industria della difesa. Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita comprano infrastrutture logistiche e terreni agricoli. Gli Stati Uniti cercano minerali strategici e alleati contro la penetrazione cinese.

L’Africa osserva, tratta e negozia.

Non sempre bene, certo. Talvolta svende risorse, accumula debiti o alimenta sistemi corrotti. Ma la differenza rispetto al passato è sostanziale: oggi sceglie.

Perfino l’espansione cinese non è stata un’imposizione, bensì una richiesta di molti governi locali, attratti da un modello che promette infrastrutture senza lezioni sulla democrazia.

Una frase, attribuita a un dirigente africano, riassume efficacemente la differenza di approccio: “Se chiediamo ai cinesi un aeroporto, costruiscono un aeroporto. Se lo chiediamo agli occidentali, ci fanno una lezione.”

È una semplificazione, ma fotografa un cambiamento profondo.

Nel frattempo il continente continua a crescere. Nel 2026 il PIL africano dovrebbe aumentare di circa il 4,2%, una velocità superiore a quella europea, anche se ancora insufficiente per creare il numero di posti di lavoro necessari a una popolazione in piena esplosione demografica.

Perché la vera ricchezza dell’Africa non sono soltanto le miniere.

Sono i suoi giovani.

L’età media è inferiore ai vent’anni e, entro il 2050, oltre un abitante del pianeta su quattro sarà africano. Mentre Europa, Cina e Giappone affrontano il declino demografico, il continente africano diventa la più grande riserva mondiale di lavoratori, consumatori e innovazione potenziale.

Anche per questo le città africane stanno vivendo una trasformazione impressionante.

Lagos, Nairobi, Addis Abeba, Casablanca, Accra, Dar es Salaam e Abidjan attirano milioni di persone, creando enormi problemi ma anche nuove imprese, digitalizzazione e sviluppo. In molti casi il telefono cellulare ha permesso di saltare intere fasi dell’evoluzione economica: milioni di cittadini effettuano pagamenti, richiedono prestiti, seguono corsi e gestiscono attività senza aver mai aperto un conto corrente tradizionale.

Naturalmente le contraddizioni restano enormi.

Corruzione, jihadismo, instabilità politica, infrastrutture insufficienti e cambiamento climatico continuano a rappresentare sfide gigantesche. Ma ridurre tutto questo al cliché del “continente senza speranza” significa non capire quello che sta accadendo.

La vera domanda non è più se l’Africa diventerà centrale negli equilibri mondiali.

Lo è già.

La domanda è chi riuscirà a costruire con essa un rapporto duraturo.

E soprattutto chi avrà il coraggio di abbandonare definitivamente l’idea che il continente abbia bisogno di qualcuno che gli scriva il futuro.

Related Posts

E SE TRUMP A FINE AGOSTO SI GIOCASSE LA CARTA DELL’EMERGENZA? – STEVE BANNON PROFETIZZA LA SVOLTA PER L’ULTIMA SETTIMANA DEL MESE: IL TYCOON POTREBBE TENTARE DI METTERE LE MANI SULLE REGOLE DEL VOTO PRIMA DELLE MIDTERM – CON I SONDAGGI IN CALO E IL RISCHIO DI PERDERE LA CAMERA (E FORSE ANCHE IL SENATO)…
Americhe

E SE TRUMP A FINE AGOSTO SI GIOCASSE LA CARTA DELL’EMERGENZA? – STEVE BANNON PROFETIZZA LA SVOLTA PER L’ULTIMA SETTIMANA DEL MESE: IL TYCOON POTREBBE TENTARE DI METTERE LE MANI SULLE REGOLE DEL VOTO PRIMA DELLE MIDTERM – CON I SONDAGGI IN CALO E IL RISCHIO DI PERDERE LA CAMERA (E FORSE ANCHE IL SENATO)…

Agosto 13, 2026
“EFFETTO DICAPRIO” – BASTA UN POST DEL DIVO DI HOLLYWOOD E IN CILE VA IN CORTOCIRCUITO L’ELETTRODOTTO CON L’ARGENTINA
Americhe

“EFFETTO DICAPRIO” – BASTA UN POST DEL DIVO DI HOLLYWOOD E IN CILE VA IN CORTOCIRCUITO L’ELETTRODOTTO CON L’ARGENTINA

Agosto 11, 2026
SOCIALISMO SEMPRE PIÙ SEXY – NEGLI USA LA GENERAZIONE TIKTOK SCOPRE MARX (MA CON L’IPHONE IN TASCA): IL PARTITO DEMOCRATICO SI SPOSTA SEMPRE PIÙ A SINISTRA E RISCHIA DI PERDERE IL CENTRO
Americhe

SOCIALISMO SEMPRE PIÙ SEXY – NEGLI USA LA GENERAZIONE TIKTOK SCOPRE MARX (MA CON L’IPHONE IN TASCA): IL PARTITO DEMOCRATICO SI SPOSTA SEMPRE PIÙ A SINISTRA E RISCHIA DI PERDERE IL CENTRO

Agosto 7, 2026
Nessuna Terza Via?
Americhe

Nessuna Terza Via?

Luglio 16, 2026
Horimas

Copyright © 2026 horimas.com

  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Cultura
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura

Copyright © 2026 horimas.com