Costruita per un milione di persone, oggi sembra un set fantasma. I creators di “YesTheory” svelano l’enigma della megacity malese nata per essere il “paradiso del futuro” e diventata uno dei più grandi fallimenti immobiliari del secolo.
La città perfetta… senza abitanti
Immagina una città da 100 miliardi di dollari, progettata per ospitare un milione di residenti, elegante, ipermoderna, con grattacieli specchiati, parchi curati e spiagge artificiali.
Poi immagina che sia quasi totalmente vuota.
È Forest City, in Malesia: il sogno futuristico nato nel 2016 sotto la Belt and Road cinese e oggi diventato un monumento all’ambizione fallita.
A raccontarlo in modo definitivo sono i creator di Yes Theory, che hanno esplorato la città, definendola:
“La città più strana del pianeta.”
Un deserto urbano da 100 miliardi
La sensazione è surreale sin dai primi minuti del loro arrivo.
- Grattacieli immensi ma con pochissime luci accese.
- Ristoranti vuoti, negozi chiusi, centri commerciali deserti.
- Spiagge e parchi giochi abbandonati.
- Acqua park senza bambini.
- Un trenino per bambini che gira da solo ripetendo “Heads, shoulders, knees and toes” in loop.
Yes Theory dorme al 41° piano di una torre residenziale, ma:
“Non c’è nessuno. Nessuno. L’unica persona che abbiamo incontrato ci lavora.”
Il silenzio è talmente totale da generare leggende locali: qualcuno racconta di rumori di mobili spostati nelle case vuote, alimentando le voci sui “fantasmi”.
La città ricorda un resort abbandonato: una scala che non porta da nessuna parte, un’auto arrugginita sulla spiaggia, cartelli che vietano il bagno per… coccodrilli.
Più vigilantes che cittadini
Uno degli aspetti più inquietanti è la sensazione di essere osservati:
“Ci sono più guardie di sicurezza che residenti.”
I creator vengono fermati più volte perché stanno filmando. Le guardie appaiono ovunque, nonostante gli edifici siano quasi completamente vuoti.
Perché? Per proteggere un investimento colossale che, però, non ha mai attratto gli abitanti promessi.
Il sogno immobiliare che si è sbriciolato
Forest City nasce nel 2016, voluta da Country Garden, all’epoca il più grande sviluppatore immobiliare della Cina. Il progetto doveva essere:
- un modello di “città del futuro”
- ecosostenibile
- integrata con Singapore
- completa di scuole, uffici, campi da golf, parchi acquatici
- popolata da 700.000 a 1.000.000 di persone
Ma il target era sbagliato: i prezzi erano pensati per ricchi acquirenti cinesi, non per i cittadini malesi.
Con il crollo del mercato immobiliare cinese, il sogno si è dissolto.
Oggi:
- solo il 15% della città è stato completato
- circa 9.000 persone ci vivono, contro il milione previsto
Un fallimento urbano senza precedenti.
“È difficile credere che miliardi possano finire in un progetto che non va da nessuna parte,” dice Yes Theory.
Un colpo di scena: la “città parallela” dei techno-ottimisti
Eppure, qualcosa si muove nel silenzio.
In uno degli hotel vuoti, ha preso forma The Network School, un progetto radicale: creare società parallele decentralizzate, con proprie regole, media, educazione, monete e persino tassazione alternativa.
Il fondatore, Donovan Sun, spiega:
“Ci sono persone intelligenti e motivate in tutto il mondo che non possono ottenere visti per gli Stati Uniti.
In Malesia il 99% del mondo può entrare senza visto. Se dai loro un posto e una piattaforma, possono costruire qualcosa di grande.”
Forest City, con le sue infrastrutture già pronte e vuote, è perfetta come laboratorio sociale e tecnologico.
Una città fantasma come tela bianca.
Cosa rappresenta davvero Forest City
Oggi Forest City è:
- un simbolo globale del collasso immobiliare cinese
- un monito contro la pianificazione urbana top-down
- un set distopico perfetto per YouTuber e documentaristi
- un test per nuove comunità digitali e decentralizzate
Una città costruita per milioni di persone…
che forse troverà una nuova vita grazie a poche migliaia di pionieri, creativi e visionari.
Fonte Realcommercial



