• Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Americhe
    • Indo-Pacifico
    • Medio-Oriente
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Cultura
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Contatti
mercoledì, Ottobre 28, 2026
  • Login
Horimas
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
No Result
View All Result
Horimas
No Result
View All Result
Home Analisi & Opinioni

MENTI DI GUERRA

MENTI DI GUERRA
Share on FacebookShare on Twitter

Non solo bombe. Il nuovo fronte passa anche dalla nostra testa: fake news, paure e luoghi comuni diventano armi per confondere la realtà. E mentre insinuare il dubbio richiede pochi secondi, cancellarlo può diventare un’impresa.

 

Droni nei cieli europei, sabotaggi, attacchi informatici, interferenze, operazioni difficili da attribuire con certezza. La guerra ibrida è entrata stabilmente nel dibattito sulla sicurezza europea. Una combinazione di strumenti militari e non militari capace di esercitare pressione su uno Stato, spesso restando al di sotto della soglia di un conflitto aperto.

Gli allarmi delle ultime settimane, comprese le possibili operazioni condotte attraverso droni, mostrano quanto i confini della minaccia siano diventati meno definiti. Ma esiste un terreno di confronto ancora meno visibile. Un’infrastruttura danneggiata si vede, un drone può essere individuato, un sistema informatico violato lascia tracce. La manipolazione della percezione può invece produrre effetti senza che chi ne è esposto abbia consapevolezza di esserlo.

Non è una novità. La guerra psicologica accompagna da sempre quella combattuta. Durante la Prima guerra mondiale i volantini lanciati oltre le trincee cercavano di fiaccare il morale delle truppe avversarie, insinuare dubbi e diffondere paura. Poi sono arrivati la radio, la televisione e Internet.

La finalità di fondo è rimasta simile: incidere sulla percezione dell’avversario per condizionarne atteggiamenti, fiducia e decisioni. Con i social network, però, sono cambiate radicalmente velocità e capacità di diffusione.

Il messaggio non deve più essere portato oltre una linea nemica o conquistare uno spazio televisivo. Può raggiungere milioni di persone in pochi istanti e continuare a circolare indipendentemente da chi lo ha prodotto. Soprattutto, può essere rilanciato proprio da chi lo riceve. Il destinatario non è più soltanto il punto di arrivo della propaganda: può trasformarsi, inconsapevolmente, in uno strumento della sua diffusione.

Ed è qui che parlare semplicemente di fake news rischia di essere riduttivo. La manipolazione non ha necessariamente bisogno di inventare una realtà falsa. Può essere più efficace intervenire su quella vera.

Un fatto può essere sottratto al suo contesto. Un episodio circoscritto trasformato in un fenomeno generale. Un’ipotesi ripetuta fino ad assumere l’apparenza di una certezza. Informazioni autentiche possono essere mescolate a elementi falsi o non verificati, mentre una narrazione può essere amplificata artificialmente fino a sembrare spontanea e largamente condivisa.

E soprattutto si può fare leva su qualcosa che esiste già: la paura.

Paura della guerra, dell’insicurezza, delle conseguenze economiche di una crisi, della perdita del proprio benessere. A queste si aggiungono sfiducia nelle istituzioni, risentimento, divisioni sociali e convinzioni radicate. Non occorre crearle: basta individuarle e amplificarle.

È anche per questo che certe narrazioni possono trovare terreno fertile negli ambienti più polarizzati e nelle posizioni estreme. Non significa considerare ogni radicalismo il prodotto di una manipolazione esterna, né confondere il dissenso con la disinformazione. Significa riconoscere che una società divisa offre più punti sui quali fare leva.

Le campagne di manipolazione possono inserirsi proprio in queste fratture, esasperarle e utilizzarle per obiettivi che appartengono ad altri. Le istituzioni europee hanno documentato attività intenzionali e coordinate finalizzate ad alimentare divisioni e paura, erodere la fiducia nelle istituzioni e interferire nei processi democratici, riconducendone diverse ad attori legati alla Russia e, in misura differente, alla Cina.

È anche per questo che la disinformazione può diventare uno strumento particolarmente utile alle autocrazie. Una democrazia vive di confronto, pluralità, accesso alle informazioni e fiducia nelle procedure. Indebolire quella fiducia, diffondere l’idea che nulla sia verificabile, che tutte le fonti mentano e che dietro ogni decisione si nasconda necessariamente un interesse occulto significa colpire uno dei presupposti del suo funzionamento.

E per ottenere un risultato non occorre neppure convincere tutti della stessa cosa. A volte basta insinuare il dubbio.

Una notizia falsa può essere prodotta e diffusa in pochi secondi. Ricostruire il contesto, verificarne la provenienza, dimostrarne le manipolazioni e raggiungere lo stesso pubblico richiede molto più tempo. Quando la spiegazione arriva, il primo messaggio può avere già raggiunto migliaia di persone.

Questa asimmetria diventa particolarmente delicata in prossimità di appuntamenti importanti: elezioni, crisi internazionali, decisioni strategiche, missioni militari, operazioni all’estero o passaggi parlamentari sensibili. Momenti nei quali aumenta l’attenzione dell’opinione pubblica e paura e incertezza possono rendere più efficace una narrazione manipolativa.

Alla vigilia di una missione o durante una crisi può bastare una fotografia fuori contesto, una dichiarazione alterata, un dato senza fonte o un contenuto amplificato artificialmente per far nascere una domanda: ci stanno nascondendo qualcosa?

Da quel momento chi deve ristabilire i fatti parte già in svantaggio. Perché insinuare un dubbio è immediato. Rimuoverlo molto meno.

Proteggersi dalla disinformazione, allora, non significa limitare il confronto né pretendere un’unica interpretazione della realtà. Al contrario, significa mettere ciascuno nelle condizioni di formarsi liberamente un’opinione sulla base di informazioni verificabili, distinguendo fatti, interpretazioni e contenuti costruiti per apparire spontanei.

La guerra psicologica non è stata inventata dai social. La propaganda non è nata con Internet. Neppure l’uso della paura per condizionare il comportamento umano è nuovo.

Nuove sono la velocità, la scala e l’invisibilità della manipolazione.

Un secolo fa bisognava lanciare un volantino oltre una trincea. Oggi un contenuto può raggiungere direttamente il nostro telefono, incontrare una paura già presente, rafforzare una convinzione e spingerci persino a condividerlo.

È qui che la dimensione cognitiva diventa una delle frontiere più delicate della sicurezza contemporanea. Perché da un attacco visibile sappiamo di doverci difendere. Da una manipolazione riuscita potremmo non sapere neppure di essere stati colpiti.

 

Related Posts

CHI È CAUSA DEL SUO MAL…
Analisi & Opinioni

CHI È CAUSA DEL SUO MAL…

Ottobre 27, 2026
La piazza nasce sullo smartphone: così gli algoritmi trasformano il tam tam in una miccia
Analisi & Opinioni

La piazza nasce sullo smartphone: così gli algoritmi trasformano il tam tam in una miccia

Ottobre 23, 2026
Scuola, quando la protesta diventa violenza: a pagare sono gli stessi studenti
Analisi & Opinioni

Scuola, quando la protesta diventa violenza: a pagare sono gli stessi studenti

Ottobre 17, 2026
MIOPI A SINISTRA
Politica & Economia

MIOPI A SINISTRA

Ottobre 13, 2026
Horimas

Copyright © 2026 horimas.com

  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Cultura
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Contatti

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Chi siamo
  • Europa
  • Dal Mondo
    • Artico
    • Americhe
    • Medio-Oriente
    • Indo-Pacifico
    • Africa
    • Mappa
  • Politica & Economia
  • Scienza & Tecnologia
  • Analisi & Opinioni
  • Difesa & Sicurezza
  • Sport & Cultura

Copyright © 2026 horimas.com