Il governo giapponese ha reso noto che la Cina avrebbe ignorato i tentativi di attivare il canale bilaterale di emergenza lo scorso sabato, proprio mentre un caccia cinese illuminava con il proprio radar alcuni velivoli della Forza di autodifesa giapponese.
Un canale creato nel 2023 per evitare escalation accidentali, ma che – secondo fonti parlamentari citate dalla stampa giapponese – sarebbe rimasto completamente muto nonostante ripetute chiamate di Tokyo.
Un incidente che accende le tensioni
L’episodio si inserisce in un clima già molto teso tra i due Paesi:
- da inizio novembre le relazioni bilaterali si sono deteriorate, dopo che la premier Sanae Takaichi ha lasciato intendere che Tokyo potrebbe rispondere militarmente a un’eventuale invasione cinese di Taiwan;
- nelle ultime 48 ore la portaerei cinese Liaoning ha attraversato lo stretto tra Okinawa e Miyakojima, conducendo circa 100 decolli e atterraggi di J-15 in due giorni;
- sabato sera alcuni F-15 giapponesi sono stati colpiti da illuminazioni radar intermittenti di un caccia cinese durante attività di intercettazione.
Secondo l’ex ministro della Difesa Itsunori Onodera, la presenza della Liaoning così vicina alle isole meridionali giapponesi potrebbe consentire violazioni dello spazio aereo con pochissimo preavviso.
Il rischio di un “errore di calcolo”
Funzionari del Ministero della Difesa giapponese avvertono che le esercitazioni ripetute di Pechino in quell’area rendono sempre più probabile un incidente.
Un’escalation involontaria, in un contesto estremamente sensibile per gli equilibri regionali, potrebbe avere conseguenze imprevedibili.
Il vice ministro degli Esteri Takehiro Funakoshi ha presentato una protesta formale all’ambasciatore cinese Wu Jianghao, definendo “inaccettabile” l’uso del radar contro aerei giapponesi.
La risposta della Cina
Pechino respinge ogni accusa, sostenendo che:
- le esercitazioni della marina cinese si svolgevano in acque internazionali;
- i velivoli giapponesi si sarebbero avvicinati più volte alla zona di addestramento, mettendo a rischio la sicurezza dei voli.
Scenario
L’episodio mostra il deterioramento della stabilità nel Mar Cinese Orientale e solleva un interrogativo centrale:
un canale di comunicazione d’emergenza può davvero prevenire una crisi, se una delle parti decide di non usarlo?
Il rischio, per Tokyo e Pechino, è che un singolo errore apra la strada a una spirale di escalation che nessuno dei due Paesi sembra voler affrontare – ma che entrambi stanno ormai preparando.
Fonte e illustrazione grafica: Nikkei




