Negli Stati Uniti il nucleare sta tornando al centro degli investimenti energetici e industriali. In questo scenario Leonardo DRS, la controllata americana del gruppo italiano quotata al Nasdaq, punta a rafforzare la propria presenza, facendo leva sia sui programmi militari della US Navy sia sulle opportunità offerte dal settore nucleare civile.
La società guidata da John Baylouny prepara un nuovo polo produttivo a Brookfield, in Connecticut, di oltre 13 mila metri quadrati, destinato alla divisione Naval Power Systems. La struttura riunirà attività attualmente distribuite in tre diversi siti e dovrebbe diventare operativa all’inizio del 2027.
Una parte importante del business resta legata alla Difesa. DRS è infatti uno dei fornitori del programma Columbia, la nuova classe di sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare destinata a sostituire gli Ohio e considerata una delle priorità strategiche della US Navy.
Nel 2024 Leonardo DRS si è aggiudicata contratti dal valore potenziale superiore ai 3 miliardi di dollari per la produzione di sistemi destinati ai 12 sottomarini previsti dal programma.
La strategia della società, tuttavia, guarda anche oltre il nucleare militare. Il nuovo polo di Brookfield dovrà sostenere la crescita nel mercato nucleare civile, un settore nel quale DRS è già presente: i suoi sistemi di strumentazione e controllo sono installati in oltre 30 centrali nucleari.
Le prospettive riguardano sia le tecnologie di nuova generazione, a partire dagli Small Modular Reactor (SMR), sia un mercato più immediato rappresentato dalla modernizzazione e dall’estensione della vita operativa degli impianti esistenti.
Secondo la società, una delle principali sfide dell’industria nucleare commerciale riguarda proprio l’aggiornamento delle centrali già in funzione, molte delle quali devono confrontarsi con sistemi analogici obsoleti, difficoltà nel reperimento di alcuni componenti, criticità nelle catene di approvvigionamento e ricambio del personale specializzato.
In questo ambito opera la linea di business Nuclear Instrumentation & Controls (NI&C) di Leonardo DRS, che fornisce sistemi di strumentazione e controllo, sensori, trasmettitori e altre tecnologie destinate agli impianti nucleari.
Un ulteriore settore di interesse è quello del nucleare marittimo. La società sta valutando le prospettive legate a centrali nucleari galleggianti e sistemi energetici mobili, tecnologie che potrebbero essere impiegate per alimentare infrastrutture remote, porti, installazioni industriali e operazioni militari.
Si tratta di un segmento ancora emergente, ma che evidenzia la crescente convergenza tra energia, resilienza delle infrastrutture e sicurezza nazionale, mentre governi e autorità di regolamentazione stanno valutando le condizioni per l’impiego sicuro di queste tecnologie in mare.
Il rafforzamento nel settore nucleare arriva in una fase positiva anche per i conti di Leonardo DRS. Nel secondo trimestre del 2026 i ricavi sono aumentati del 10% a 913 milioni di dollari, mentre l’Ebitda rettificato è cresciuto del 33% a 128 milioni e l’utile netto del 59% a 86 milioni.
Gli ordini hanno raggiunto 1,1 miliardi di dollari, con un rapporto book-to-bill di 1,2 volte, mentre il backlog finanziato è aumentato del 17%, raggiungendo il livello record di 5,1 miliardi di dollari.
I risultati hanno portato JPMorgan ad aumentare il prezzo obiettivo di Leonardo DRS da 48 a 53 dollari, mantenendo invariata la raccomandazione “neutral”. Il titolo quota intorno ai 45 dollari.
La strategia di Leonardo DRS punta quindi a valorizzare competenze sviluppate nel nucleare militare e civile in una fase in cui gli Stati Uniti stanno tornando a investire con decisione nel settore. Dai sottomarini strategici della US Navy alla modernizzazione delle centrali, dagli SMR alle future applicazioni marittime, il nucleare si candida a diventare un’area di crescita sempre più rilevante per la controllata americana di Leonardo.
Fonte: MF-Milano Finanza




