Mosca, Pechino e Washington stanno muovendo in parallelo le pedine di un negoziato che supera i confini europei.
L’inviato statunitense Witkoff è arrivato nella capitale russa nello stesso momento in cui il Ministro degli esteri cinese Wang Yi avviava colloqui ad alto livello con il suo omologo Sergej Lavrov e il Segretario del Consiglio di Sicurezza Sergej Shoigu.
Un’agenda serrata, nella quale Mosca ha supportato il principio “una sola Cina” e stigmatizzando le recenti dichiarazioni di Tokyo su Taiwan e sulle isole Kurili.
A detta di diversi analisti la simultaneità non appare casuale:
Cina e Russia sincronizzano la loro diplomazia mentre gli Stati Uniti tentano di influenzare la fase finale della guerra contro l’Ucraina.
Diplomazia sincronizzata
La presenza simultanea di rappresentanti americani, cinesi e russi nello stesso luogo è un segnale rilevante.
Sta prendendo forma un formato negoziale informale, ma già decisivo, nel quale le grandi capitali definiscono i parametri prima ancora che i tavoli ufficiali vengano resi pubblici.
L’ asse sino-russo e la risposta USA
La dinamica è riconosciuta dagli analisti :
- l’asse Cina-Russia appare ormai un blocco diplomatico sempre più allineato;
- gli Stati Uniti tentano di delineare la futura architettura di sicurezza europea;
- l’Ucraina è il terreno su cui si confrontano modelli geopolitici rivali.
Europa: spettatrice più che protagonista
L’elemento più critico riguarda l’Europa.
Mentre le potenze globali definiscono la cornice del negoziato, il Vecchio Continente appare ancora una volta più osservatore che attore.
La traiettoria che si sta definendo
- La guerra in Ucraina è ormai un dossier gestito su scala globale.
- La Cina consolida il suo ruolo di arbitro implicito dell’equilibrio eurasiatico.
- Gli Stati Uniti cercano un equilibrio tra deterrenza e negoziazione.
- L’Europa rischia una marginalizzazione strutturale nel processo più rilevante per la sua stabilità.
Un nuovo ordine prende forma
Si definisce un nuovo equilibrio internazionale, e l’Ucraina ne è, in questo contesto, il fulcro.
La domanda chiave resta aperta: l’Europa saprà diventare un soggetto geopolitico o rimarrà un semplice spazio amministrato da altri?




