Regno Unito, sicurezza e difesa: Londra chiede maggiore autonomia strategica europea.
Londra deve rafforzare in modo autonomo la propria capacità militare, riducendo la dipendenza dalla sicurezza statunitense.
È il messaggio lanciato dal ministro britannico per le Forze Armate, Al Carns, in un’intervista al Telegraph, che segna un passaggio politico e strategico rilevante nel dibattito sulla sicurezza europea.
Secondo Carns, per oltre mezzo secolo il Regno Unito e l’Europa hanno “esternalizzato” la propria sicurezza agli Stati Uniti, ma il contesto globale è profondamente cambiato. Con l’emergere di minacce multipolari e la possibilità che Washington – sotto la presidenza di Donald Trump – ribilanci le proprie priorità strategiche lontano dall’Europa, la NATO deve prepararsi a uno scenario meno prevedibile.
USA meno presenti, Europa più responsabile
Il ministro britannico ha sottolineato che gli Stati Uniti restano formalmente impegnati nella NATO e nell’Articolo 5, ma le risorse americane devono oggi coprire contemporaneamente il fianco europeo e quello indo-pacifico. Una realtà che impone agli alleati europei di assumersi una quota molto più ampia della propria sicurezza.
«Per 50–60 anni siamo stati dipendenti dalle garanzie di sicurezza americane. Oggi questo modello non è più sostenibile», ha affermato Carns.
Più spesa e più “letalità”
La risposta indicata da Londra è chiara: aumento della spesa per la difesa e rafforzamento della capacità militare reale, non solo nominale. Carns ha parlato esplicitamente della necessità di “aumentare la letalità” delle forze armate britanniche, superando l’approccio del passato in cui, nelle “guerre di scelta”, la capacità offensiva veniva spesso delegata ad altri alleati.
In questo quadro si inserisce la decisione del governo Starmer di portare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL e di acquistare 12 caccia F-35A, in grado di trasportare armamento nucleare. Una scelta che, secondo il ministro, introduce complessità strategica per i potenziali avversari, rafforzando la deterrenza.
Tagli mirati e fine dei programmi obsoleti
Parallelamente, Carns ha aperto alla possibilità di ridimensionare o cancellare programmi considerati superati, anche alla luce delle lezioni apprese dal conflitto in Ucraina.
Alcuni sistemi, ha spiegato, sono diventati eccessivamente costosi o inadatti a causa dell’evoluzione tecnologica e dovranno essere riconsiderati per concentrare le risorse su ciò che è realmente prioritario.
Il prossimo piano di investimenti del Ministero della Difesa britannico avrà proprio questo obiettivo: eliminare capacità obsolete e riallineare lo strumento militare alle minacce attuali.
Russia, deterrenza e rischio guerra
Le parole di Carns si inseriscono in un clima di crescente allarme all’interno dell’Alleanza. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha avvertito che la Russia considera l’Alleanza il proprio prossimo obiettivo e che l’Occidente deve prepararsi a un conflitto di intensità paragonabile a quello delle grandi guerre del Novecento.
«L’ombra della guerra sta tornando a bussare alla porta dell’Europa», ha detto Carns, ricordando però che la NATO, nel suo complesso, supera la Russia per numeri e capacità su terra, mare e aria.
Intelligence e minacce ibride
A conferma del peggioramento del contesto di sicurezza, Londra ha annunciato la creazione di una nuova Defence Counter-Intelligence Unit, che riunirà sotto un’unica struttura le informazioni provenienti dalla rete Five Eyes.
Secondo il capo dell’intelligence della difesa britannica, Adrian Bird, nell’ultimo anno si è registrato un aumento del 50% delle attività ostili di spionaggio e sabotaggio, segnale di una pressione crescente sul fronte della guerra ibrida.
Analisi
Il messaggio che arriva da Londra è chiaro e va oltre il caso britannico: l’Europa non può più basare la propria sicurezza sull’automatismo dell’ombrello americano.
L’intervento di Carns riflette una consapevolezza sempre più diffusa: la deterrenza credibile richiede spesa, capacità industriale, prontezza militare e scelte politiche difficili, inclusa la razionalizzazione dei programmi obsoleti.
In un mondo multipolare e instabile, la sicurezza torna a essere una responsabilità da “possedere”, non da delegare.
Fonte The Telegraph




