Dall’Operazione “Fondali Sicuri” al Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, fino al progetto europeo Critical Seabed Infrastructure Protection: il fondo del mare diventa centrale tra sicurezza energetica, minacce ibride e innovazione tecnologica.
Il sabotaggio dei gasdotti nel Mar Baltico, nel settembre 2022, ha rappresentato uno spartiacque nella percezione della sicurezza delle infrastrutture sottomarine in Europa. Da quell’episodio è emersa una rinnovata consapevolezza strategica: sotto la superficie del mare si concentrano interessi vitali – energetici, digitali ed economici – la cui vulnerabilità può produrre effetti diretti sulla stabilità nazionale e continentale.
In questo contesto, la Marina Militare ha avviato l’Operazione “Fondali Sicuri”, nell’ambito dei propri compiti istituzionali legati alla tutela della Energy Security e alla prevenzione dell’inquinamento marino. L’attività si sviluppa negli spazi marittimi dove insistono infrastrutture critiche di interesse strategico nazionale, intensificando la sorveglianza anche nella dimensione subacquea. Il pattugliamento interessa le acque territoriali, interne e foranee, includendo le porzioni di infrastrutture che vi ricadono. Non si tratta soltanto di controllo, ma di una postura operativa che riconosce il dominio subacqueo come ambito centrale della sicurezza nazionale.
Parallelamente, l’Italia ha assunto un ruolo propulsivo anche sul piano europeo con il progetto Critical Seabed Infrastructure Protection (CSIP), sviluppato nel quadro della cooperazione PESCO e coordinato dal nostro Paese. L’iniziativa mira alla realizzazione di un “sistema di sistemi” capace di integrare tecnologie, piattaforme e standard operativi per la protezione delle infrastrutture critiche subacquee, coinvolgendo Stati membri e industria europea. La sperimentazione operativa prevista nei fondali della Spezia costituisce un passaggio concreto verso il rafforzamento della resilienza del Mediterraneo.
A consolidare questa visione strategica è stato, nel dicembre 2023, l’avvio del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea a La Spezia, realtà a forte vocazione interministeriale che mette in rete competenze pubbliche e private. Il Polo nasce per coordinare e valorizzare le eccellenze italiane in un settore che non è soltanto militare, ma anche industriale, scientifico e tecnologico. Il dominio subacqueo si configura oggi come spazio di investimenti, innovazione e competizione globale.
La realtà geopolitica conferma come le dinamiche conflittuali, sempre più caratterizzate da strumenti ibridi, non si sviluppino esclusivamente sulla terraferma, nello spazio o nel cyberspazio. Anche i fondali marini sono divenuti teatro di confronto strategico, tra sabotaggi, pressioni indirette e dimostrazioni di capacità tecnologica. Per l’Italia, Paese a forte proiezione marittima, presidiare e sviluppare questa dimensione significa tutelare infrastrutture vitali, rafforzare la resilienza nazionale e consolidare un ruolo di leadership nel Mediterraneo e nello spazio euro-atlantico.




