I dati del monitoraggio degli analisti del Ministero della Difesa.
Nel linguaggio dei sistemi di sicurezza, le anomalie contano più delle certezze. Ed è proprio un’anomalia, registrata nelle ultime settimane, ad aver attirato l’attenzione degli analisti militari del Ministero della Difesa: un aumento improvviso e consistente degli accessi al sito istituzionale del dicastero provenienti da indirizzi IP localizzati in Cina.
I numeri del traffico: dai flussi ordinari ai picchi
Secondo i dati emersi dal monitoraggio costante effettuato dagli analisti “con le stellette”, i flussi di traffico hanno mostrato un salto netto e repentino. Da livelli ordinari, limitati a poche decine di connessioni giornaliere, si è passati a picchi superiori alle 1.200 connessioni in un solo giorno, con una media settimanale stabilmente prossima ai 900 accessi quotidiani. Numeri che, per intensità e continuità, hanno portato il dicastero guidato da Guido Crosetto a disporre verifiche e approfondimenti immediati.
Attività lecita, ma contesto sensibile
Dal punto di vista formale, non emerge alcun profilo di illegalità. Il sito del Ministero della Difesa è una piattaforma pubblica, priva di contenuti classificati e pienamente riconducibile al perimetro delle fonti aperte. Tuttavia, nel contesto cinese — caratterizzato da un forte controllo e coordinamento delle attività digitali su larga scala — una concentrazione così elevata di consultazioni viene considerata un segnale da non sottovalutare.
Un fenomeno isolato o europeo?
Le analisi in corso puntano a chiarire la natura del fenomeno e, soprattutto, a verificare se incrementi analoghi di traffico siano stati registrati anche sui siti istituzionali di altri Paesi europei alleati. Un riscontro in tal senso potrebbe indicare un’attenzione più ampia e sistemica verso l’ecosistema informativo della difesa occidentale, e non un interesse circoscritto al solo caso italiano.
I contenuti più consultati dagli IP cinesi
A rafforzare l’interesse degli analisti militari è anche la tipologia dei contenuti consultati. Gli accessi provenienti dalla Cina risultano concentrati in larga parte sulla sezione Amministrazione trasparente, con particolare attenzione a bandi di gara, contratti e documentazione tecnica relativa a forniture e materiali. Seguono l’area dedicata al Ministro — comunicati ufficiali e interviste — e le pagine sulle operazioni militari all’estero, incluse missioni come UNIFIL, KFOR e altri impegni internazionali delle Forze Armate.
Il profilo tecnico degli accessi
Dal punto di vista tecnico, l’analisi dei log di navigazione restituisce un profilo piuttosto definito: accessi effettuati prevalentemente da postazioni desktop, con Windows 10 come sistema operativo dominante. Un quadro che tende a escludere dinamiche casuali o episodiche e che rimanda piuttosto a un’attività strutturata, metodica e continuativa.
Nessuna minaccia immediata, ma attenzione alta
Non emergono, allo stato attuale, violazioni, intrusioni o minacce dirette ai sistemi informatici del Ministero. Ma in un contesto strategico in cui la dimensione digitale è ormai parte integrante della sicurezza nazionale, anche la semplice osservazione sistematica di informazioni pubbliche rientra tra i fattori da monitorare con attenzione. Un dossier che, con ogni probabilità, resterà aperto nelle prossime settimane.




