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Do ut des

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La NATO non è un club e la sicurezza non è gratuita. Dietro le parole pronunciate alla Riunione dei Ministri della Difesa dell’Alleanza Atlantica c’è una realtà che l’Europa non può più permettersi di ignorare.

Le parole di Pete Hegseth alla Riunione dei Ministri della Difesa della NATO hanno suscitato discussioni per i toni particolarmente duri. Eppure, al di là della forma, il contenuto non rappresenta una novità. 

Il principio è semplice: la sicurezza dell’Europa non può continuare a dipendere in larga parte dagli investimenti e dalle capacità statunitensi. Un messaggio che Washington ripete da tempo e che oggi viene espresso con minore diplomazia, ma con la stessa sostanza.

Il problema è che il dibattito viene spesso affrontato attraverso slogan e contrapposizioni ideologiche. Da una parte chi considera ogni investimento nella Difesa come una spesa inutile, dall’altra chi interpreta ogni crisi internazionale esclusivamente in termini di forza. In mezzo c’è la realtà di un mondo caratterizzato da guerre, instabilità, minacce ibride e competizione strategica crescente.

È proprio questa realtà che chi oggi ha la responsabilità della sicurezza nazionale e della Difesa cerca di spiegare, spesso sfidando narrazioni semplicistiche e scorciatoie ideologiche. Non si tratta di promuovere la guerra, ma di ricordare che la pace, per essere duratura, deve anche poter essere protetta.

Contrapporre Difesa, sanità e welfare è un errore. La Difesa non è alternativa ai servizi e ai diritti sociali: contribuisce a creare le condizioni necessarie affinché possano esistere e svilupparsi. Senza sicurezza non esistono crescita economica, stabilità sociale e tutela delle libertà. In altre parole, gli investimenti nella Difesa non servono a sottrarre risorse al welfare, ma a garantire che welfare, sanità e servizi possano continuare a vivere e prosperare in un contesto sicuro e stabile.

Una Difesa credibile serve soprattutto a evitare i conflitti, rendendo troppo alto il costo di qualsiasi aggressione. È il principio della deterrenza che ha contribuito a garantire decenni di stabilità nel continente europeo.

Le democrazie nelle quali viviamo ci appaiono spesso come una conquista definitiva. In realtà non lo sono. Libertà, diritti e sicurezza devono essere protetti ogni giorno.

Per questo il messaggio emerso dall’incontro NATO può essere letto come un brusco richiamo alla realtà. Il “bacio” arrivato dagli Stati Uniti può non essere stato particolarmente gentile, ma forse Biancaneve aveva bisogno di svegliarsi. Per troppo tempo l’Europa ha dato per scontato che la propria sicurezza fosse garantita per inerzia.

Il rischio non è il risveglio. Il rischio è lasciarsi sedurre da una mela apparentemente perfetta fatta di slogan, promesse e idealismi che ignorano la realtà. L’illusione che possano esistere sicurezza senza Difesa, libertà senza deterrenza e pace senza responsabilità.

In fondo, il principio del do ut des non riguarda soltanto i rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Riguarda il rapporto tra diritti e doveri, tra libertà e responsabilità. La sicurezza non è gratuita, la pace non è scontata e le democrazie non sono eterne. Preservarle richiede impegno, investimenti e una Difesa credibile.

I toni possono essere discussi. I principi molto meno.

 

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