Una cupola di sicurezza multi-dominio per proteggere l’Italia e l’Europa entro il 2030.
Intelligenza artificiale, sensori terrestri, navali, aerei, spaziali e cyber: la nuova architettura integrata di Leonardo punta a diventare il cuore della difesa europea contro droni-sciame, ipersonici e minacce coordinate.
Un progetto per la nuova era della sicurezza
Leonardo ha presentato “Michelangelo – The Security Dome”, un sistema di difesa completamente nuovo, modulare e aperto, pensato per contrastare tutte le principali minacce del XXI secolo: dai missili ipersonici alle incursioni cibernetiche, fino agli attacchi con droni a sciame.
Il progetto è stato illustrato dal CEO Roberto Cingolani:
“In un mondo dove le minacce evolvono rapidamente – e dove difendere è più costoso che attaccare – serve innovare, anticipare e cooperare a livello internazionale.”
Michelangelo Dome non è un singolo sistema d’arma, ma un’architettura di architetture: integra sensori di nuova generazione, piattaforme di cyber-defence, sistemi C2 avanzati e capacità di risposta coordinata tra tutti i domini operativi: terra, mare, aria, spazio e cyber.
Una “cupola” come l’Iron Dome, ma europea
Il nome richiama l’arte italiana, ma l’obiettivo è estremamente concreto: creare un moderno scudo missilistico e anti-drone a 360°, disegnato per proteggere:
- infrastrutture critiche
- aree urbane sensibili
- territori e asset strategici nazionali ed europei
Il funzionamento ricorda – in chiave europea – l’Iron Dome israeliano: una rete integrata che unisce sensori, IA e sistemi d’ingaggio per intercettare minacce simultanee e coordinate.
Leonardo precisa che:
- il sistema sarà NATO-compliant,
- ma adattabile ai requisiti specifici di ogni Paese,
- con un’architettura aperta e scalabile.
Una filosofia simile a quella del GCAP, il caccia stealth di sesta generazione sviluppato da Italia, Giappone e Regno Unito.
IA e data-fusion per anticipare gli attacchi
Il cuore di Michelangelo Dome è la sua capacità predittiva.
Grazie alla fusione di dati provenienti da fonti eterogenee e algoritmi avanzati, la piattaforma:
- anticipa comportamenti ostili
- ottimizza automaticamente la risposta operativa
- coordina gli effettori più efficaci
- mantiene la resilienza anche in caso di attacchi saturanti su larga scala
Parliamo di minacce come:
- missili balistici e ipersonici
- droni e droni-sciame
- attacchi navali di superficie e subacquei
- incursioni aeree a bassa quota
- operazioni ibride e cyber
Un tassello della nuova difesa europea
Michelangelo Dome si colloca dentro un quadro geopolitico segnato:
- dalle minacce avanzate della Russia,
- dal nuovo piano europeo per la difesa antiaerea e antimissile,
- dal programma SAFE della Commissione Europea,
- dall’ipotesi – discussa in Germania, Francia e Italia – di un ritorno al servizio militare per rafforzare la resilienza nazionale.
Un mercato potenziale da 200 miliardi
Secondo Leonardo, il progetto avrà un mercato potenziale minimo di 200 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.
La visione è chiara: collocare l’Italia tra i Paesi leader della difesa multi-dominio e AI-driven.
Operativo entro il 2030. Perchè è importante:
Il sistema, che entrerà in piena operatività nel 2030, rappresenta:
- un salto di paradigma nella difesa italiana
- un asset strategico europeo contro minacce ibride e missilistiche
- un modello avanzato di cooperazione industriale e militare
- un catalizzatore di investimenti tecnologici (AI, spazio, cyber)
- un tassello della futura “cupola europea” di sicurezza
In una fase di tensione crescente con la Russia e profonda trasformazione del sistema internazionale, Michelangelo Dome si presenta come la risposta italiana più ambiziosa degli ultimi decenni nel campo della sicurezza avanzata.




