Un nuovo rapporto della società americana PeakMetrics rivela che la Russia sta utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per amplificare le proprie campagne di disinformazione contro l’Ucraina.
L’analisi, condivisa in esclusiva con Axios, indica che Mosca sta sfruttando la tecnologia per diffondere in modo più rapido e mirato contenuti manipolatori sui social network.
L’analisi dei dati
PeakMetrics, società specializzata in analisi basate su AI, ha esaminato 5.780 post pubblicati nell’ultimo mese su X (ex Twitter), Reddit e Instagram, tutti mirati a minare la fiducia nel governo ucraino.
Secondo il report, circa il 28% dei contenuti mostrava chiari segnali di provenienza da bot filorussi.
I messaggi ripetevano narrazioni tipiche della propaganda di Mosca, come la falsa accusa che il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe “illegittimo” o che Kyiv stia riciclando denaro attraverso la corruzione governativa.
L’impatto dell’intelligenza artificiale
Sebbene PeakMetrics abbia rilevato l’uso di modelli generativi di AI per produrre parte dei contenuti, la struttura delle campagne resta simile a quelle tradizionali.
“È una sorta di riciclo delle stesse vecchie narrazioni,” spiega Molly Dwyer, responsabile analisi di PeakMetrics. “La sorpresa è che non c’è nulla di veramente sorprendente.”
Un dato significativo: il 23% dei post era in lingua francese, un chiaro tentativo di influenzare l’opinione pubblica in Francia, Paese chiave della NATO.
“Non è un caso,” sottolinea Dwyer. “Il presidente Emmanuel Macron si è posizionato come uno degli ultimi baluardi europei a difesa dell’Ucraina.”
Il contesto geopolitico
La nuova ondata di post falsi è iniziata nelle settimane precedenti all’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska.
Parallelamente, anche gli Stati Uniti — secondo quanto riportato da The Intercept — starebbero studiando come sfruttare l’intelligenza artificiale per le proprie operazioni informative all’estero, come emerge da un documento del U.S. Special Operations Command.
In sintesi
L’intelligenza artificiale non ha inventato la disinformazione, ma ne ha moltiplicato la portata e la velocità.
L’Ucraina è diventata il principale campo di prova di questa nuova guerra cognitiva, dove il confine tra propaganda, tecnologia e strategia geopolitica si fa sempre più sottile.
Fonte: Axios
Illustrazione: Aïda Amer/Axios




