Si è spenta all’età di 91 anni Sofia Corradi, ideatrice del programma Erasmus.
Un’idea semplice, una rivoluzione europea
Dietro ogni grande progetto c’è spesso un’idea semplice, ma rivoluzionaria.
Quella del programma Erasmus nasce dall’intuizione e dalla determinazione di una donna italiana: Sofia Corradi, professoressa ordinaria di Scienze dell’Educazione all’Università Roma Tre.
Docente visionaria e caparbia, è oggi ricordata come la “Mamma Erasmus”, per aver dato vita a uno dei progetti più innovativi e duraturi dell’Unione Europea.
La scintilla: un’esperienza personale negli Stati Uniti
Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, quando Corradi ottenne una borsa di studio per frequentare la Columbia University di New York.
Fu un’esperienza formativa straordinaria, che le permise di confrontarsi con nuovi metodi di insegnamento e con ambienti culturali diversi.
Al suo rientro in Italia, però, si trovò davanti a una delusione inattesa: gli esami sostenuti all’estero non vennero riconosciuti dall’università italiana.
Da quella che ritenne un’ingiustizia nacque un’intuizione destinata a cambiare il volto dell’istruzione superiore in Europa: creare un sistema che permettesse il riconoscimento reciproco dei titoli e delle competenze acquisite all’estero, favorendo così la mobilità degli studenti.
Dal memorandum al programma Erasmus
Il primo passo concreto arrivò nel 1969, con la stesura di un memorandum in cui Corradi delineava le linee guida di un progetto di cooperazione universitaria internazionale.
Quel documento gettò le basi di ciò che, quasi vent’anni dopo, sarebbe diventato il programma Erasmus, ufficialmente lanciato nel 1987 dalla Commissione Europea, anche grazie al decisivo sostegno di Domenico Lenarduzzi, allora Direttore presso la Direzione Generale “Cultura e Istruzione” di Bruxelles.
Il nome e lo spirito del progetto
Il nome scelto, Erasmus, è ispirato al teologo e umanista olandese Erasmo da Rotterdam, simbolo di cultura, dialogo e apertura mentale, frutto dei suoi viaggi in tutta Europa.
L’Erasmus non è soltanto un programma di studio: è un’esperienza di vita.
Favorisce l’incontro tra giovani di diverse nazioni, lingue e culture, contribuendo a rafforzare lo spirito europeo e il senso di cittadinanza comune.
Un’eredità che continua a crescere
A oltre trent’anni dal suo avvio, milioni di studenti hanno partecipato al programma, costruendo un’Europa più unita, basata sulla conoscenza reciproca e sulla comprensione culturale.
Il sogno di Sofia Corradi si è così trasformato in una realtà concreta: un continente in cui studiare all’estero non è più un privilegio, ma un diritto e un’opportunità di crescita personale e professionale.
Un’eredità che continua a formare generazioni di cittadini europei consapevoli, curiosi e aperti al mondo.




