Google scopre i primi virus informatici “intelligenti” capaci di riscriversi e cambiare comportamento durante un attacco. La frontiera tra cyberdifesa e intelligenza artificiale diventa sempre più sottile.
Due nuovi malware: PromptFlux e PromptSteal
I ricercatori del Threat Intelligence Group di Google hanno identificato due nuove varianti di codice malevolo, PromptFlux e PromptSteal, progettate per sfruttare modelli linguistici generativi (LLM) in tempo reale.
Questi malware possono creare script dannosi su richiesta, nascondere il proprio codice e adattare la strategia di attacco, proprio come un’intelligenza artificiale che apprende dai propri errori.
PromptFlux: il virus che si riscrive da solo
Individuato su VirusTotal, PromptFlux utilizza Gemini, il modello AI di Google, per riscrivere il proprio codice sorgente, camuffare attività sospette e spostarsi verso altri sistemi collegati.
Gli esperti ritengono che il software sia ancora in fase di sviluppo, ma i test frequenti mostrano un’evoluzione rapida e pericolosa.
PromptSteal: l’arma AI usata da hacker russi
Secondo Google, gruppi di cyber-hacker legati all’esercito russo hanno impiegato PromptSteal contro enti ucraini.
Diversamente dai virus tradizionali, consente di dialogare direttamente con il malware tramite comandi testuali, come un chatbot.
Basato su un modello open-source ospitato su Hugging Face, può muoversi nella rete e rubare dati sensibili durante l’esecuzione.
Una minaccia agli inizi, ma in rapida crescita
Per ora, entrambe le varianti sono in fase sperimentale. Tuttavia, rappresentano un salto evolutivo nel panorama del cybercrime.
L’aspetto più preoccupante, spiegano gli esperti, è la possibilità di manipolare i modelli open-source disattivando i sistemi di sicurezza incorporati nei modelli proprietari come Gemini.
“Con i nostri modelli possiamo aggiungere barriere di sicurezza. Ma chi usa versioni open-source può rimuoverle del tutto”, ha spiegato Billy Leonard, responsabile tecnico di Google Threat Intelligence, ad Axios.
L’industria del crimine digitale abbraccia l’IA
Il mercato sotterraneo di strumenti basati su intelligenza artificiale si sta espandendo rapidamente.
Oggi è possibile acquistare tool che:
- scrivono email di phishing realistiche,
- creano deepfake credibili,
- identificano falle nei software.
Questo consente anche a cybercriminali inesperti di condurre attacchi complessi e su larga scala.
“Non è un’apocalisse, ma serve vigilanza”
Gli esperti invitano alla prudenza: la maggior parte degli attacchi informatici continua a basarsi su tecniche tradizionali come phishing e furto di credenziali.
“Non è la fine del mondo”, ha detto Leonard. “Gli hacker stanno solo adottando le stesse tecnologie che stiamo imparando a usare anche noi.”
Fonte Axios – Immagine Aïda Amer/Axios




