Gli Stati Uniti tentano di coinvolgere la Cina per favorire un punto di svolta, ma sul terreno non si arrestano gli attacchi contro Kiev e Kharkiv
Mentre gli eserciti si contendono il terreno, restano irrisolte le questioni politiche e finanziarie.
Gli Stati Uniti cercano il sostegno della Cina per favorire un possibile processo di pace, ma la prospettiva di una tregua appare ancora lontana.
A pochi giorni dalla riunione dei leader europei a Bruxelles e a margine dell’incontro londinese del Gruppo dei Volenterosi, in Ucraina si continua a combattere.
Le piogge di droni che colpiscono Kharkiv e i territori circostanti allontanano ulteriormente le speranze di un cessate il fuoco nel cuore dell’Europa.
Tra i temi più controversi resta quello sull’utilizzo degli asset russi congelati: una misura con cui alcuni Paesi vorrebbero finanziare l’acquisto di nuove armi per Kiev.
Gli Stati Uniti si dicono pronti a considerare questa opzione, mentre sul terreno le linee del fronte continuano a muoversi, tra conquiste e arretramenti in aree già più volte contese.
Il presidente americano Donald Trump, attualmente in viaggio verso l’Oriente per una serie di incontri diplomatici, avrebbe chiesto al presidente cinese Xi Jinping di contribuire a sbloccare la situazione.
L’obiettivo, spiegano fonti americane, sarebbe quello di “trasformare una guerra di logoramento in un negoziato politico”, anche attraverso l’adozione di nuove sanzioni statunitensi contro le compagnie petrolifere russe.




