JENSEN HUANG SMONTA LA LINEA DURA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP E DEI COLOSSI DELL’IA AMERICANA: “LE AZIENDE USA DEVONO POTER USARE ANCHE I MODELLI OPEN SOURCE CINESI”. E SUL CASO KIMI K3 RIBALTA IL PANICO DI WALL STREET: “PIÙ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COSTA MENO, PIÙ VENDEREMO CHIP”
Mentre Washington valuta nuove restrizioni contro l’intelligenza artificiale cinese, il fondatore e amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, sceglie una linea diametralmente opposta. In un’intervista ad Axios definisce i modelli open source sviluppati in Cina “eccellenti” e sostiene che le aziende americane dovrebbero poterli utilizzare liberamente, sfidando apertamente la posizione dell’amministrazione Trump e dei colossi come OpenAI e Anthropic, che da mesi chiedono di limitarne la diffusione. Per Huang, il successo dei modelli aperti non rappresenta una minaccia ma un’opportunità: più l’intelligenza artificiale diventa accessibile ed economica, più aumenteranno gli utenti, le applicazioni e la domanda di chip, server e data center, cioè il cuore del business di Nvidia. È anche per questo che liquida il panico seguito al debutto di Kimi K3, il nuovo modello cinese di Moonshot AI, sostenendo che Wall Street stia ripetendo lo stesso errore già commesso con DeepSeek. Il manager respinge inoltre l’idea che i modelli open source cinesi rappresentino automaticamente un rischio per la sicurezza nazionale: una volta scaricati, spiega, possono essere controllati, modificati e utilizzati in ambienti protetti, mentre proprio la loro natura aperta consente ai ricercatori di individuarne e correggerne le vulnerabilità. Il messaggio finale è destinato a far discutere: la competizione tra Stati Uniti e Cina non si vince vietando i modelli cinesi, ma costruendo tecnologie migliori. Per Huang, il vero errore sarebbe fermare l’innovazione nel tentativo di fermare Pechino.




